Che cos'era il mare? Aveva code d'acqua e zampe d'acqua tra le rocce
levigava i ciottoli, faceva sigle di luce sulla sabbia: era profondo
ma insensibile, si diceva, e celibe, individuale, sterile. In onde
riottose o calme maree saliva e discendeva, circondava le terre,
lui lunare, lui freddo, irriducibile nel suo votarsi al movimento
e all'aridità. Le navi lo solcavano in lunghe scie. Ora si è persa
la memoria delle tempeste e dei fari, dei velieri e dei transatlantici,
dei naufraghi, dei carichi di porpora e di carbone, di Tiro, di Londra.
Era profondo ma insensibile, si diceva, dimora delle conchiglie, delle
famiglie dei pesci, estinte, ora: aveva fondali viscidi, crateri e alghe,
e coralli. Tagliava i promontori, reggeva le isole. Giocava, lui muto,
sprezzante, inservibile, felice nei suoi movimenti vitali.