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Wilde, essere o apparire?
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ARGOMENTO: Wilde, essere o apparire?

Wilde, essere o apparire? 2 Anni, 8 Mesi fa #2506

La trama di questo romanzo è affascinante e insieme sconcertante, intrigante.
Un'opera che non mostra i segni del tempo e serve per capire una miriade di faccende interiori ed esteriori.




Un giovane bellissimo e sensibile, Dorian Gray, vede realizzarsi, per misteriosi motivi, il suo desiderio di restare sempre giovane e bello, mentre al suo posto invecchia il suo ritratto.
Legato al culto della bellezza, della giovinezza e del piacere stringe amicizia con Lord Henry Wotton, un nobile cinico e corrotto, che lo porterà a compiere azioni terribili e alquanto discutibili.
L'eterna giovinezza permea il suo corpo, mentre il suo ritratto invecchia inesorabile, mostrando i segni del tempo e dei crimini attuati.
Il quadro diventa così il testimone della sua vera vita e della sua anima.
Egli resta intatto nel corpo e solo nel ritratto vede la propria rovina fisica e morale, l'inganno della sua duplice vita e il suo vero volto, sconosciuto a tutti.





Qui trova piena espressione l'ideale dell'estetismo, cioè la ricerca della bellezza rara, eccentrica, creata artificiosamente come antidoto contro la volgarità borghese.
Wilde, infatti, fu osteggiato dalla società inglese del tempo, così perbenista, per i suoi modi anticonformisti ed eccentrici, contrari alla morale ipocrita del periodo.
Subì anche un processo e finì in carcere.Così affascinante e perverso, Dorian Gray incarna il dandy, ossia il personaggio mondano e leggero, che fa dell'eleganza e di ogni modalità prettamente esteriore il fine basilare della sua esistenza.

Wilde seguendo il filone dell'estetismo, ribadisce in questo romanzo, la portata dirompente della bellezza e delle apparenze esteriori, e il diritto dell'arte a esprimersi liberamente senza condizionamenti morali.
Nel libro anche il male e la depravazione sono immagini esteriori relegate nell'ambito del ritratto.





La chiave per comprendere il romanzo è che interiorità ed esteriorità dell'uomo, morale e bellezza, non possono vivere assieme ma si compenetrano e creano una diade più o meno omogenea.
Quando Dorian svela al pittore che gli ha fatto il quadro qual è segreto del ritratto e fa comprendere questa scissione fra criteri estetici e criteri morali questi resta stupefatto.
Infatti per il suo amico la bellezza esteriore è amplificata, nutrita, suggellata dalla purezza interiore.

Il personaggio non ha una vera storia interiore ed è interessato a rappresentare la vita più che a viverla.
Vive in preda ad una solitudine piena di angoscia.
Lo sdoppiammento fra il vero Dorian Gray e quello dipinto consente allo scrittore di indagare sui rapporti tra il lato chiaro e quello oscuro, tra bene e male e sull'opposizione tra la perfezione dell'arte e la caducità della vita.






In conclusione..



L'apparenza non è nulla senza sostanza.
  • Hopeless

Re:Wilde, essere o apparire? 2 Anni, 8 Mesi fa #2509

Il parallelismo tra morale e estetismo,tra coscienza e piacere è il cavallo di battaglia di Wilde che con questo elemento ha posto le radici per influenzare i successivi filoni letterari di tutta Europa e non solo (D'Annunzio,Manzoni, George Bernard Shaw ecc...)
So' stato bravo hopu'???
  • walk

Re:Wilde, essere o apparire? 2 Anni, 8 Mesi fa #2510

bravissimo walk xD
  • Hopeless

Re:Wilde, essere o apparire? 2 Anni, 8 Mesi fa #2513

Aggiungo anche che la diade di Wilde puo' considerarsi la rivisitazione estetica del "double" di Emily Bronte (vedi Whutering
Heights)... sciau
  • walk

Re:Wilde, essere o apparire? 2 Anni, 8 Mesi fa #2517

walk mi stupisci
  • LaDea
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