Scrivo dell'uomo, che più passa il tempo e meno merita di essere definito tale;
scrivo di quando accenno ai valori, alla conoscenza, alla fede, e attorno si fa il vuoto;
scrivo delle ingiustizie ai deboli e l'angoscia che lacera il petto alla loro taciuta perseveranza e impunità;
scrivo di occhi che non vedono, di altri che non vogliono vedere e di quelli cotretti a non vedere;
scrivo, scrivo, scrivo, e l'inchiostro scorre sulla carta come lacrime a consolare un cuore che può vedere.