Apprendo ora che Mario Monicelli, uno tra i più grandi registi e sceneggiatori italiani, si è suicidato all'età di 95 anni gettandosi dalla finestra del quinto piano dell'ospedale di Roma dove era ricoverato.
Nato da una famiglia di origine mantovane, Monicelli è stato autore di alcuni capolavori del dopoguerra italiano, contribuendo ad uno dei periodi più floridi del cinema del nostro paese ed entrando di diritto nella storia cinematografica.
Ricordo alcuni dei suoi capolavori di cui consiglio caldamente la visione:
- "Guardie e ladri" del 1951 con l'indimenticabile Totò;
- "I soliti ignoti" del 1958 con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale;
- "La grande guerra" del 1959, considerato dai più il suo capolavoro, vincitore del Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia;
- "L'armata Brancaleone" del 1966;
- "La ragazza con la pistola" del 1968;
- "Il marchese del Grillo" del 1981.
Ha collaborato con tutti i più importanti attori italiani.
Tra gli avvenimenti della sua vita privata che più lo colpirono fu il suicidio del padre, di cui dichiarò: "Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l'ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l'altro un bagno molto modesto."
Addio Maestro e grazie!